FERROVIE. IV COMM: NODO UDINE, DIBATTITO SU FONDI E TEMPISTICHE


FERROVIE. IV COMM: NODO UDINE, DIBATTITO SU FONDI E TEMPISTICHE

05.11.2026
15:20
(ACON) Trieste, 5 nov - Dai tempi certi per la chiusura dei passaggi a livello al rebus finanziamento complessivo dell'opera, passando per il futuro del sedime dimesso. Gli interventi sul nodo ferroviario di Udine sono stati al centro dei lavori della IV Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), impegnata in una serie di audizioni proposte da Rosaria Capozzi (M5S) per fare il punto su un'opera strategica, dibattuta da oltre quarant'anni e in merito alla quale era stata depositata anche una petizione, sostenuta da quasi 500 firmatari, che chiedeva risposte "sulla dismissione dei cinque passaggi a livello lungo la tratta Udine-Pm Vat". "Siamo ancora nella condizione di non sapere con certezza quando Udine sarà liberata dai passaggi a livello, quanto costerà e quali saranno gli effetti dei lavori sul Nodo di Udine", ha spiegato Capozzi in apertura del suo intervento, evidenziando il contrasto tra gli annunci della politica e le tempistiche riportate sulle schede di Rete ferroviaria italiana (Rfi). A ricostruire il quadro tecnico e la tabella di marcia degli interventi è stato Giuseppe Romeo, direttore investimenti area Nord Est di Rfi. Ricordando le difficoltà di lavorare su una linea comunque in esercizio (Udine gestisce quotidianamente circa 200 treni), Romeo ha fissato un primo traguardo per gli inizi del 2027, quando verrà attivato il nuovo apparato centrale computerizzato della stazione friulana, che consentirà una gestione più flessibile dei binari e il mantenimento del flusso e della composizione dei treni merci all'esterno. Per il polo merci di Cargnacco, si punta a ultimare i lavori entro il 2030, mentre per l'anno successivo, almeno il 70% dell'attuale traffico passeggeri sarà trasferito sulla linea di cintura. Per il raddoppio della circonvallazione e quindi la chiusura dei passaggi a livello si dovrà attendere il 2039. Sul piatto vi sono 180 milioni su un valore complessivo dell'opera salito a 340 milioni.

Tra gli auditi anche l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Udine, Ivano Marchiol, che ha ribadito la necessità di non perdere tempo, mentre Marco Bruseschi, presidente del Consorzio per lo sviluppo economico per l'area del Friuli, ha definito il polo merci di Cargnacco "un intervento strategico per la competitività del territorio", invocando la nascita di un tavolo di lavoro permanente. Gli interventi dei consiglieri hanno portato alla luce anche altri aspetti. Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha difeso il protocollo siglato nel 2016 quand'era sindaco di Udine, che "seppur stralciato, ha portato a risultati tangibili, come la riduzione del transito sulla linea di locomotive singole e altro materiale non necessario". Per l'esponente di Open, la situazione del nodo di Udine resta comunque "primitiva". Serena Pellegrino (Avs) ha chiesto trasparenza nei confronti dei residenti, che avevano proposto di realizzare un parco urbano sul sedime ferroviario "dal momento che si parla di dismissione della linea". I binari rimarranno, le è stato risposto, perché potranno essere utilizzati in caso di emergenze.

Nicola Conficoni (Pd) ha chiesto un vero e proprio rendiconto sugli impegni pregressi assunti dal gestore della rete. Sempre in casa dem, Laura Fasiolo ha focalizzato l'attenzione sulle barriere antirumore e le manutenzioni, ricordando che "per Gorizia è fondamentale rimanere ben collegata con Tarvisio". "Uscire da qui con orizzonte il 2039 è preoccupante", ha aggiunto il collega Massimiliano Pozzo sollecitando un'azione univoca delle istituzioni: "Ai cittadini non interessano i balletti politici: la Regione deve mostrare compattezza nei confronti di Rfi".

In Commissione, l'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, si è soffermata sul ruolo del commissario straordinario per il Nodo ferroviario di Udine e strettamente legato alla questione, sollevata da tanti consiglieri, del finanziamento dell'opera, al momento solo parziale: "Quando un intervento è commissariato, è possibile avere una progettualità con tutte le approvazioni necessarie in un'unica soluzione, mentre il finanziamento può essere progressivo senza conseguenze sull'iter autorizzativo". ACON/AA-rcm



  • Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega) e l'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante (foto di archivio)
    Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Ghersinich (Lega) e l'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante (foto di archivio)