FERROVIE. IV COMM: NODO UDINE, DIBATTITO SU FONDI E TEMPISTICHE
(ACON) Trieste, 5 nov - Dai tempi certi per la chiusura dei
passaggi a livello al rebus finanziamento complessivo dell'opera,
passando per il futuro del sedime dimesso. Gli interventi sul
nodo ferroviario di Udine sono stati al centro dei lavori della
IV Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Giuseppe
Ghersinich (Lega), impegnata in una serie di audizioni proposte
da Rosaria Capozzi (M5S) per fare il punto su un'opera
strategica, dibattuta da oltre quarant'anni e in merito alla
quale era stata depositata anche una petizione, sostenuta da
quasi 500 firmatari, che chiedeva risposte "sulla dismissione dei
cinque passaggi a livello lungo la tratta Udine-Pm Vat".
"Siamo ancora nella condizione di non sapere con certezza quando
Udine sarà liberata dai passaggi a livello, quanto costerà e
quali saranno gli effetti dei lavori sul Nodo di Udine", ha
spiegato Capozzi in apertura del suo intervento, evidenziando il
contrasto tra gli annunci della politica e le tempistiche
riportate sulle schede di Rete ferroviaria italiana (Rfi).
A ricostruire il quadro tecnico e la tabella di marcia degli
interventi è stato Giuseppe Romeo, direttore investimenti area
Nord Est di Rfi. Ricordando le difficoltà di lavorare su una
linea comunque in esercizio (Udine gestisce quotidianamente circa
200 treni), Romeo ha fissato un primo traguardo per gli inizi del
2027, quando verrà attivato il nuovo apparato centrale
computerizzato della stazione friulana, che consentirà una
gestione più flessibile dei binari e il mantenimento del flusso e
della composizione dei treni merci all'esterno. Per il polo merci
di Cargnacco, si punta a ultimare i lavori entro il 2030, mentre
per l'anno successivo, almeno il 70% dell'attuale traffico
passeggeri sarà trasferito sulla linea di cintura. Per il
raddoppio della circonvallazione e quindi la chiusura dei
passaggi a livello si dovrà attendere il 2039. Sul piatto vi sono
180 milioni su un valore complessivo dell'opera salito a 340
milioni.
Tra gli auditi anche l'assessore ai Lavori pubblici del Comune di
Udine, Ivano Marchiol, che ha ribadito la necessità di non
perdere tempo, mentre Marco Bruseschi, presidente del Consorzio
per lo sviluppo economico per l'area del Friuli, ha definito il
polo merci di Cargnacco "un intervento strategico per la
competitività del territorio", invocando la nascita di un tavolo
di lavoro permanente.
Gli interventi dei consiglieri hanno portato alla luce anche
altri aspetti. Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha difeso il
protocollo siglato nel 2016 quand'era sindaco di Udine, che
"seppur stralciato, ha portato a risultati tangibili, come la
riduzione del transito sulla linea di locomotive singole e altro
materiale non necessario". Per l'esponente di Open, la situazione
del nodo di Udine resta comunque "primitiva".
Serena Pellegrino (Avs) ha chiesto trasparenza nei confronti dei
residenti, che avevano proposto di realizzare un parco urbano sul
sedime ferroviario "dal momento che si parla di dismissione della
linea". I binari rimarranno, le è stato risposto, perché potranno
essere utilizzati in caso di emergenze.
Nicola Conficoni (Pd) ha chiesto un vero e proprio rendiconto
sugli impegni pregressi assunti dal gestore della rete. Sempre in
casa dem, Laura Fasiolo ha focalizzato l'attenzione sulle
barriere antirumore e le manutenzioni, ricordando che "per
Gorizia è fondamentale rimanere ben collegata con Tarvisio".
"Uscire da qui con orizzonte il 2039 è preoccupante", ha aggiunto
il collega Massimiliano Pozzo sollecitando un'azione univoca
delle istituzioni: "Ai cittadini non interessano i balletti
politici: la Regione deve mostrare compattezza nei confronti di
Rfi".
In Commissione, l'assessore regionale alle Infrastrutture,
Cristina Amirante, si è soffermata sul ruolo del commissario
straordinario per il Nodo ferroviario di Udine e strettamente
legato alla questione, sollevata da tanti consiglieri, del
finanziamento dell'opera, al momento solo parziale: "Quando un
intervento è commissariato, è possibile avere una progettualità
con tutte le approvazioni necessarie in un'unica soluzione,
mentre il finanziamento può essere progressivo senza conseguenze
sull'iter autorizzativo".
ACON/AA-rcm